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I reati informatici

In questa lezione impari a

  • sapere che online valgono le stesse leggi della vita reale
  • riconoscere i principali reati informatici e gli articoli che li puniscono
  • capire la responsabilità penale dei minori e dei genitori
  • sapere come comportarsi se si è vittime di un reato online

Online non è «terra di nessuno». La rete sembra un luogo senza regole, ma non lo è: molti comportamenti che sembrano «solo bravate» sono reati veri, puniti dal Codice Penale e da leggi apposite. E valgono anche per i minorenni.

⚠️ In Italia si è penalmente responsabili dai 14 anni. Sotto i 14 non si viene puniti penalmente, ma possono intervenire il Tribunale per i Minorenni e la responsabilità civile dei genitori. L'anonimato in rete è quasi sempre apparente: la Polizia Postale riesce a risalire a chi c'è dietro.

I principali reati informatici

Reato Che cos'è Riferimento
Accesso abusivo a sistema informatico Entrare o restare in un sistema protetto senza permesso art. 615-ter c.p.
Detenzione/diffusione di codici di accesso Procurarsi o diffondere password e credenziali altrui art. 615-quater c.p.
Frode informatica Alterare un sistema per avere un ingiusto profitto (es. svuotare un conto) art. 640-ter c.p.
Truffa (anche online) Inganno per ottenere un profitto a danno altrui (false vendite, phishing) art. 640 c.p.
Sostituzione di persona Fingersi un altro, creare profili falsi a suo nome art. 494 c.p.
Diffamazione online Offendere la reputazione di qualcuno comunicando con più persone (post, gruppi) art. 595 c.p.
Diffusione illecita di immagini o video sessualmente espliciti Condividere immagini intime di una persona senza il suo consenso (il cosiddetto «revenge porn») art. 612-ter c.p.
Violazione del diritto d'autore Scaricare/distribuire illegalmente film, musica, software, videogiochi L. 633/1941
Trattamento illecito di dati personali Usare o diffondere dati altrui senza averne diritto Codice Privacy

Nota: diffondere immagini intime di un'altra persona è un reato grave anche se la foto all'inizio ti era stata inviata volontariamente. Il consenso a mandarla a te non è consenso a diffonderla.

Il cyberbullismo

Il cyberbullismo è il bullismo fatto con mezzi digitali: offese ripetute, minacce, esclusione da gruppi, diffusione di foto o voci per umiliare qualcuno. In Italia è regolato dalla Legge 71/2017, che prevede strumenti pensati anche per i minori:

  • la vittima (o i genitori) può chiedere l'oscuramento/rimozione dei contenuti al gestore del sito o al Garante per la privacy;
  • è previsto l'ammonimento del questore nei confronti del minorenne responsabile (dai 14 anni): un richiamo formale, prima della denuncia vera e propria.

A seconda di cosa viene fatto, il cyberbullismo può integrare più reati insieme: diffamazione, minacce, molestie, sostituzione di persona, diffusione illecita di immagini.

Di chi è la responsabilità

  • Del minore, dai 14 anni, per i reati che commette.
  • Dei genitori, sul piano civile: rispondono dei danni causati dai figli minori (la cosiddetta culpa in educando e in vigilando). Una «bravata» online può tradursi in un risarcimento a carico della famiglia.
  • Della scuola, quando i fatti avvengono in ambito scolastico: ogni istituto ha un referente per il contrasto al bullismo e al cyberbullismo.

Se sei vittima (o testimone)

  1. Non reagire con altre offese e non vendicarti: rischi di passare dalla parte del torto.
  2. Conserva le prove: fai screenshot, salva link, messaggi, date e orari. Non cancellare nulla.
  3. Parlane subito con un adulto di fiducia: un genitore, un professore, il referente della scuola.
  4. Segnala il contenuto alla piattaforma e, nei casi seri, rivolgiti alla Polizia Postale (esiste il portale del Commissariato di PS online).
  5. Se riguarda immagini intime di un minore, c'è una procedura d'urgenza dedicata presso il Garante per la privacy.

Chiedere aiuto non è «fare la spia»: è la cosa giusta e, spesso, l'unico modo per far smettere chi sta facendo del male.

Attività

Attività 1 – Che reato è? Per ogni situazione indica il reato (o i reati) e, dove lo ricordi, l'articolo.

  1. Marco crea un profilo Instagram falso con nome e foto di una compagna e pubblica cose imbarazzanti a suo nome.
  2. Luca riceve il messaggio di una finta banca, inserisce i dati della carta e qualcuno gli svuota il conto.
  3. In un gruppo, alcuni compagni pubblicano ogni giorno insulti e prese in giro verso un ragazzo della classe.
  4. Sara inoltra ad altri una foto intima che un ex le aveva mandato.
Mostra la soluzione
  1. Sostituzione di persona (art. 494) e diffamazione (art. 595); possibile trattamento illecito di dati.
  2. È stato vittima di phishing: per chi ha truffato, frode informatica / truffa (640-ter / 640) e indebito utilizzo di strumenti di pagamento.
  3. Cyberbullismo (L. 71/2017), con diffamazione e molestie ripetute.
  4. Diffusione illecita di immagini sessualmente esplicite (art. 612-ter): è reato anche se la foto le era stata inviata volontariamente.

Attività 2 – Cosa faresti? Un tuo amico ti dice che da giorni riceve minacce e insulti in chat e si vergogna a parlarne. Scrivi i consigli che gli daresti, in ordine.

Mostra una possibile soluzione
  • non rispondere alle provocazioni e non vendicarsi;
  • salvare le prove (screenshot con data, link, nomi) senza cancellare i messaggi;
  • parlarne con un adulto di fiducia e con il referente della scuola;
  • segnalare i contenuti alla piattaforma e, se la cosa è seria, alla Polizia Postale;
  • ricordargli che non è colpa sua e che chiedere aiuto è la scelta giusta.

La verifica a risposta multipla ti aspetta su Athena, nell'applicazione Verifiche.