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Passkey: perché le password stanno per andare in pensione

Niente da ricordare, niente da digitare, niente da farsi rubare: le passkey sostituiscono le password con la crittografia a chiave pubblica. E non sono più il futuro, sono già il presente.

Ammettiamolo: le password non funzionano. Le scegliamo troppo semplici, le riusiamo su dieci siti diversi, le dimentichiamo, le scriviamo su un post-it. E soprattutto ce le facciamo rubare: basta un'email ben fatta, un link a un sito che sembra quello della banca, e la password finisce nelle mani sbagliate.

Secondo l'ultimo rapporto della FIDO Alliance, presentato a maggio 2026 per il World Passkey Day, un intervistato su tre ha subito nell'ultimo anno la violazione di un account o ha ricevuto un avviso di furto dei dati. Lo stesso rapporto racconta però anche la soluzione, che sta arrivando molto più in fretta di quanto si pensasse: nel mondo sono in uso circa 5 miliardi di passkey.

Che cos'è una passkey

Una passkey è un modo di accedere a un sito o a un'app senza password. Quando entri, il telefono o il computer ti chiede di sbloccarlo come fai sempre (impronta digitale, riconoscimento del volto o PIN del dispositivo) e sei dentro.

Sembra solo una comodità, ma sotto c'è un cambiamento profondo: con la passkey non esiste più un segreto condiviso tra te e il sito. E un segreto che non esiste non si può rubare.

Come funziona: due chiavi invece di una password

Le passkey si basano su uno standard aperto, FIDO2/WebAuthn, e sulla crittografia a chiave pubblica, la stessa che protegge HTTPS.

  1. Registrazione. Quando crei una passkey per un sito, il tuo dispositivo genera una coppia di chiavi: una privata, che resta sul dispositivo (protetta dall'impronta o dal PIN), e una pubblica, che viene inviata al sito.
  2. Accesso. Il sito ti manda una sfida: un numero casuale, diverso ogni volta.
  3. Il dispositivo, dopo che lo hai sbloccato, firma la sfida con la chiave privata.
  4. Il sito verifica la firma con la chiave pubblica. Se torna, sei tu.

La chiave privata non lascia mai il dispositivo e non viaggia in rete. Il sito conserva solo la chiave pubblica, che è appunto pubblica: se un giorno qualcuno rubasse il database del sito, troverebbe solo chiavi che non servono a nulla per entrare al tuo posto.

Un confronto da laboratorio. Con la password il server conserva un'impronta del tuo segreto e tu glielo mandi a ogni accesso. Con la passkey il segreto non lo mandi mai: dimostri di possederlo firmando una sfida. È come la differenza tra dire la combinazione di una cassaforte ad alta voce e aprirla davanti a qualcuno senza rivelarla.

Perché il phishing non funziona più

È il vero punto di forza. Una passkey è legata al dominio del sito per cui è stata creata. Se un'email truffa ti porta su banca-sicura-login.com invece che sul sito vero della tua banca, il tuo dispositivo non trova nessuna passkey per quel dominio e semplicemente non la usa.

Con una password, invece, il sito falso te la chiede, tu la scrivi, e il gioco è fatto. Con le passkey non c'è niente da scrivere e quindi niente da farsi estorcere: l'errore umano, che è alla base della maggior parte degli attacchi, viene tolto dall'equazione.

E se perdo il telefono?

È la domanda che tutti fanno. Le passkey create su iPhone, Android o Windows vengono sincronizzate in modo cifrato con il tuo account (portachiavi di iCloud, Gestore delle password di Google, oppure un gestore di password come Bitwarden o 1Password). Se cambi o perdi il telefono, le ritrovi sul dispositivo nuovo dopo aver fatto l'accesso al tuo account.

Si può anche usare il telefono per entrare da un computer che non è tuo: il computer mostra un codice QR, lo inquadri con il telefono, confermi con l'impronta e la passkey resta sul telefono, mentre l'accesso avviene sul computer.

A che punto siamo

I numeri del rapporto FIDO del 2026, basato su un sondaggio tra 11.000 persone e 1.400 aziende in dieci Paesi, mostrano che la transizione è in pieno corso:

  • il 90% degli intervistati conosce le passkey e il 75% le ha attivate su almeno un account;
  • il 49% le usa regolarmente quando sono disponibili;
  • il 68% delle aziende le ha già introdotte o le sta introducendo per i dipendenti;
  • tra queste, molte segnalano accessi più rapidi, meno richieste di reset della password e meno incidenti di phishing.

Restano però dei limiti: più della metà delle aziende usa ancora la password come metodo principale per far accedere i dipendenti, e molti servizi offrono la passkey solo come opzione, accanto alla vecchia password. Le password non spariranno domani, ma la direzione è chiara.

Come attivarle oggi

Molti dei servizi che usi già le supportano: Google, Apple, Microsoft, WhatsApp, PayPal, Amazon, GitHub e tanti altri. In genere il percorso è questo:

  1. apri le impostazioni di sicurezza dell'account (cerca "Passkey" o "Accesso senza password");
  2. scegli Crea una passkey e conferma con impronta, volto o PIN;
  3. al prossimo accesso, scegli Accedi con passkey.

Un consiglio: dopo averla creata, prova subito a uscire e rientrare, e tieni attivo un secondo metodo di recupero dell'account (un altro dispositivo o i codici di backup).

Perché interessa a chi studia informatica

Le passkey sono un ottimo esempio di come la teoria diventi qualcosa che usiamo tutti i giorni. Dentro ci sono molti argomenti dei nostri corsi:

  • la crittografia asimmetrica e la firma digitale (chiave pubblica e privata);
  • il meccanismo sfida-risposta (challenge-response), che impedisce di riutilizzare una risposta intercettata;
  • il legame con il dominio e con HTTPS, che rende inutili i siti clone;
  • il principio per cui la sicurezza migliore è quella che non dipende dalla memoria e dall'attenzione delle persone.

E per chi sviluppa siti web, come facciamo nei corsi di PHP e Flask, c'è una buona notizia: i browser offrono già le API WebAuthn per aggiungere l'accesso con passkey alle proprie applicazioni. Un ottimo spunto per un progetto d'esame.


Fonte dei dati: FIDO Alliance, rapporto "World Passkey Day 2026" (maggio 2026), fidoalliance.org.